Il bracconaggio è più attivo che mai nella zona pedemontana veronese, anche a causa degli scarsi controlli che l'amministrazione provinciale dispone, dopo avere destinato gli agenti più attivi e capaci ad "altre mansioni" o altre zone.
Prosegue così senza sosta l'attività di vigilanza e repressione degli illeciti venatori da parte delle Guardie LIPU del Nucleo di Verona.
L'ultimo a "cadere nella rete" è stato B.M. (19 anni) che insieme al padre B.R. (54 anni) si dilettava ad andare a caccia nelle pendici boscose di Vestenanova (VR). Peccato che non avesse mai conseguito la licenza di porto d'armi per uso caccia!!
I loro movimenti non sono però sfuggiti ad una pattuglia di Guardie LIPU che pattugliavano la zona le quali, visti dei movimenti "sospetti" in vicinanza di un'abitazione, si precipitavano in luogo e, dopo una breve perlustrazione, fermavano prima il genitore, indi il giovane bracconiere, trovato nascosto in un bosco nei pressi della casa.

B.M. aveva con sé un fucile Beretta cal. 16, monocolpo e pieghevole, con colpo in canna (tipica arma dei bracconieri in quanto, quando piegato, è di dimensioni assai contenute e può essere facilmente occultato) oltre ad un giubbotto con decine di munizioni. Nei pressi della casa le Guardie rinvenivano anche due bossoli esplosi di recente.

I due sono stati denunciati all'Autorità Giudiziaria, B.M. per porto abusivo d'arma da fuoco, e B.R. per omessa custodia ed incauto affidamento dell'arma.
Pesanti sanzioni amministrative sono state comminate ad entrambi e l'arma è stata sequestrata.

Francesco Di Grazia