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DURO COLPO AL BRACCONAGGIO NEL
VERONESE.
GUARDIE LIPU ED ENPA
SORPRENDONO NOTO BRACCONIERE
A CACCIA DI FRODO. LA SUCCESSIVA PERQUISIZIONE A CASA DELL’UOMO PERMETTE LA SCOPERTA DI OLTRE 400 UCCELLI PROTETTI CONGELATI E PRONTI PER LA VENDITA OLTRE A MUNIZIONI NON DENUNCIATE E UCCELLI VIVI PROTETTI ED ILLEGALMENTE DETENUTI.
“Colpo grosso” per le Guardie LIPU ed ENPA domenica mattina
sulle colline del Veronese.
Nel corso di una perlustrazione lungo la dorsale di Torbe
di Negrar, ove erano state segnalate “concentrazioni
anomale” di cacciatori che abbattevano centinaia di uccelli
protetti, le guardie Volontarie dei due sodalizi tenevano
sotto osservazione un individuo, noto bracconiere ma mai
“pizzicato”, che batteva la zona palmo a palmo abbattendo
uccelletti che incarnierava senza annotare, come prescritto,
sul tesserino venatorio.
Al momento giusto gli agenti intervenivano e bloccavano
l’uomo, che risultava in possesso di ben 8 fringuelli –
ovvero in numero superiore ai 5 giornalieri consentiti dalla
famigerata legge regionale deroga del veneto n. 17/2004 –
per cui aveva commesso una violazione penale alle norme
sulla caccia, oltre ad una serie di illeciti amministrativi
quali l’abbandono a terra dei bossoli esplosi, l’omessa
segnatura dei capi incarnierati oltre all’esercizio
venatorio a distanza non regolare da strade e luoghi di
lavoro.
Al momento della redazione dei verbali l’uomo però si
allontanava con una scusa, facendo perdere le sue tracce. Al
che gli agenti, contattata la Polizia Provinciale, stante i
precedenti dell’uomo, richiedevano ed ottenevano dal
magistrato di turno la perquisizione domiciliare e, con
l’ausilio dei Carabinieri di Bussolengo (VR), si recavano
presso l’abitazione del bracconiere.
La successiva perquisizione ha dato risultati
“tragicamente” stupefacenti: oltre 1900 cartucce a munizione
spezzata ed 11 a palla unica non denunciate. Decine di
uccelli vivi in gabbia (allodole e fringuelli) in condizioni
miserevoli, feriti, spennati, e senza coda. Molti privi di
anelli identificativi e quindi frutto di illecita cattura.
Venivano inoltre rinvenute decine di fascette ed anelli
identificativi per uccelli da richiamo di cui il bracconiere
non sapeva spiegare la provenienza.
Poi, dentro un freezer, l’amara scoperta: centinaia e
centinaia di uccelli congelati, fra cui oltre 400 di specie
protetta. Storni, passeri, Fringuelli (116), Pispole (179),
Cinciallegre, cardellini, Fanelli, Pettirossi, ed i più rari
Luì Piccolo, Zigolo Giallo, Zigolo Muciatto, Ballerina
Gialla persino un Picchio Rosso Maggiore!!!
Tutti gli animali erano chiusi in scatole di cartone
sigillate ed etichettate, pronti per la vendita a
ristoratori e “buongustai”…
Naturalmente tutto il materiale rinvenuto è stato
sottoposto sotto sequestro e l’uomo denunciato per una serie
di reati in materia di caccia e detenzione di armi e
munizioni.
È chiaro che ora ci si aspetta, come minimo, la revoca
della licenza di caccia del bracconiere.
Questa operazione si affianca alle centinaia di
interventi eseguiti quest’anno dalle forze dell’ordine e
dalle guardie volontarie per contrastare il bracconaggio
dilagante nella nostra penisola.
Una recrudescenza del fenomeno che sembra non avere
limiti, e tutto questo mentre in Parlamento si discute la
modifica della L.157/92, la vigente legge venatoria che
unica può porre freno a questi fenomeni.
Una modifica che, se approvata, impedirà operazioni
antibracconaggio come questa e molte altre, a tutto
discapito della fauna selvatica, dei cacciatori onesti e
della giustizia, e che porterà vantaggio solo ai bracconieri
ed ai disonesti che vedono nella fauna e nell’ambiente solo
“merce” di cui approfittare senza limiti e regola alcuna!
In allegato alcune foto dell’operazione.
Delegato regionale LIPU
Francesco Di Grazia
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