Domenica 20
Giugno 2004
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Storni, la Lipu contesta il provvedimento della
Provincia
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Autorizzata la caccia ai «predoni» di ciliegie
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Gli ambientalisti sono da tempo sul piede di guerra
per il piano di contenimento della popolazione di storni
sul territorio provinciale previsto per quest’anno. Il
settore faunistico ambientale della Provincia ha
determinato l’abbattimento degli storni per proteggere
le coltivazioni di ciliegio che, in questo periodo,
rappresentano una delle principali fonti di cibo per
moltissimi uccelli, con ovvio, quanto comprensibile,
disappunto dei coltivatori che vedono finire in mangime
la loro fonte di reddito. E con i prezzi che hanno
raggiunto le cicliegie sul mercato, si fa ancora più
evidente la ragione del loro malumore.
Il provvedimento della Provincia riguarda esclusivamente
un tipo di volatile, lo sturnis vulgaris, storno, in
italiano, sturlino in dialetto, escludendo dal piano di
contenimento tutti gli altri tipi di uccelli. Secondo
quanto si legge nel provvedimento, sono autorizzati ad
abbattere gli storni, oltre che gli ufficiali e gli
agenti della polizia provinciale, anche dei coordinatori
in possesso di diploma di abilitazione.
Per Francesco Di Grazia, della Lipu , la Lega per la
protezione degli uccelli, questo provvedimento «rischia
di causare un’assurda strage di volatili quando c’era la
possibilità di ovviare all’inconveniente utilizzando
metodi più ecologici».
Secondo Di Grazia, come è stato fatto in altre zone
(come l’area urbana di Roma), i proprietari dei fondi
interessati al provvedimento anzichè imbracciare i
fucili per liberarsi dei voraci storni, potrebbero
munirsi di registratori che ripetono i versi dei rapaci
che solitamente cacciano gli storni per fa fuggire gli
uccelli dai ciliegieti.
«Altri agricoltori dalla mentalità ecologica hanno
provato con successo anche un altro espediente contro
gli assalti degli storni: delle bottiglie di plastica
contenenti pezzi di pesce il cui cattivo odore tiene
lontani gli uccelli predatori di frutta dagli alberi».
Nella relazione tecnico scientifica che accompagna il
provvedimento della Provincia si fa cenno anche ad una
serie di metodologie dissuasive, di cui parecchie già
sperimentate in vari Paesi europei, così come vengono
elencati i sistemi di eliminazione vera e propria,
mediante l’uso di veleni, di cariche esplosive fatte
brilalre nei luoghi dove gli sotrni si riuniscono a
dormire e, ultima, l’uccisione con armi da fuoco.
Tutte, ad eccezione di quest’ultima, sono giudicate
metodiche inefficaci. Di tutt’altro parere sono gli
ambientalisti, che si stanno organizzando per
contrastare l’iniziativa della Provincia, tentando di
sensibilizzare gli agricoltori verso rimedi anti-storno
di tipo meno aggressivo. |
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